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MotoGP Argentina: Crutchlow vince, Marquez senza freni

Il britannico regala alla Honda il primo successo di stagione vincendo una gara davanti alla Yamaha di Zarco e alla Suzuki di Rins. Per una gara che verrà ricordata per Marquez che dalla partenza all'arrivo ne ha fatte di tutti i colori

 

 


Dopo le vittorie di Marco Bezzecchi in Moto3 e di Mattia Pasini nella Moto2, la vittoria di Cal Crutchlow in MotoGP ottenuta precedendo la Yamaha di un sempre più convincente Yohann Zarco e la Suzuki di Alex Rins passa quasi in secondo piano per tutto quello che è successo in pista, a partire dai minuti che hanno preceduto il via quando in condizioni meteo incerte, un solo pilota, il poleman Jack Miller, si era coraggiosamente schierato con i pneumatici slick mettendo in difficoltà l'organizzazione che di fatto, per non compromettere lo show, ha rimediato, scegliendo una soluzoine di partenza anomala: assegnando un piccolo vantaggio alla Ducati Pramac lasciandola sola in pole e retrocedendo di tre file tutti gli altri evitando così una partenza dai box collettiva.



Con questa situazione già particolare, a pochi istanti dallo spegnersi del semaforo Marquez accortosi che la sua Honda si era ammutolita ha improvvisato: è riuscito a far ripartire la moto e successivamente, con una manovra al limite, ha girato la sua RC213V e ha ritrovato la sua casella. In quegli attimi concitati la sua manovra ha sorpreso forse tutti. In una situazione normale il pilota sarebbe stato portato fuori dalla griglia, ma questa volta così non è andata. E il campione del mondo è partito insieme agli altri. 

La gara più pazza del mondo

Partita la gara Miller è scattato bene, ma nel giro di poco si è visto braccato dalla Honda di Marquez che aveva un passo insostenibile per tutti. Pedrosa intanto usciva di scena dopo un sorpasso un po’ troppo azzardato di Zarco. La direzione gara nel frattempo cerca di riprendere le redini della situazione e commissiona un ride through a Marquez che consapevole che qualcosa sarebbe successo stava spingendo forte mentre era al comando. Rientrato in pista praticamente in fondo al gruppo la voglia di vincere del Campione l'ha portato a forzare i sorpassi, il primo a farne le spese è stato Aleix Espargaro, e a ricevere nuove ammonizioni. 

Marquez le prova tutte, Rossi a terra

Ma in Argentina lo spagnolo voleva risalire a tutti i costi. E quando era ormai sempre più vicino alle posizioni che contano a farne le spese sul finale è stato proprio Valentino Rossi che portato fuori dalla pista è… caduto. Mentre il campione del mondo, pur scusandosi ancora una volta, proseguiva la sua marcia fino alla bandiera a scacchi. Tagliato il traguardo gli è stata commissionata un’ulteriore penalizzazione di 30 secondi che relegandolo al 18esimo posto non gli assegna nemmeno un punto. Ma quel che si è visto in pista resta. E lascerà il segno. Si è concluso quindi con uno strascico di polemiche il secondo GP della stagione. Corsa che ha regalato alla Honda il primo successo stagionale. Ha visto sul podio la Yamaha del team tech3 di Zarco e ha ritrovato Suzuki sempre più competitiva con Rins, ma ha visto la Ducati ufficiale in difficoltà con il solo Dovizioso che, dopo il trionfo in Qatar, è l'unico del team capace di salvare la situazione e la classifica e Vinales, che qui lo scorso anno vinsemai in grado di attaccare. Bene nel complesso anche la gara di Miller, poleman dal cuore di ghiaccio, che ha concluso giù dal podio... la bandiera nera di questo GP va a Marquez, in pista il più veloce, ma che nella foga di affermarsi ha travolto tutti… e ora è travolto dalle polemiche, come dimostrano le parole di Lin Jarvis a Sky nel dopo gara: "Vale ha detto solo che lui ha paura di guidare la moto nel circuito con Marquez. Lui ha paura a stare vicino a Marquez sul circuito, che è qualcosa da risolvere per il futuro, non solo per noi ma per lo sport in generale". 


da dueruote.it
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